Aggiornamento sui risultati delle attività di tutela dei diritti svolto dalla Clinica negli ultimi mesi

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto lo status di rifugiato ad alcune donne nigeriane vittime di tratta e di mgf. In due casi il Tribunale ha ritenuto che la commissione territoriale, che si era costituita in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso, abbia resistito con colpa grave e la ha condannata ex art. 96 cpc (“lite temeraria”) al pagamento di 600 Euro in favore della ricorrente.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria a una donna nigeriana per il rischio di trattamenti inumani e degradanti nel paese di origine a causa di un retaggio culturale che vede la donna relegata a una condizione di inferiorità, e di conseguenza, a subire soprusi e sfruttamenti ignobili.

Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso ex art. 700 cpc per una donna nigeriana, vittima di tratta e di mgf, la quale aveva presentato domanda reiterata durante il trattenimento che la questura aveva dichiarata inammissibile.

Il Tribunale di Roma ha anche accolto due ricorsi ex art. 700 per titolari di status di rifugiato ai quali la questura non rilasciava il permesso di soggiorno perché non riteneva valida la residenza virtuale in Via Modesta Valenti.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria a un richiedente maliano per la gravità della situazione del paese di origine.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto di un richiedente nigeriano al permesso di soggiorno per motivi umanitari per le torture subite in Libia che necessitano di totale riabilitazione.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto il diritto di un richiedente cinese, di religione cristiana, al permesso di soggiorno per motivi umanitari perché “potrebbe essere esposto a rischi di persecuzione qualora tornasse nel paese di origine, rischi tuttavia di moderata intensità, date le modalità di repressione attuate dalle autorità locali avverso le forme di proselitismo di religioni diverse da quelle approvate che non si sostanziano in trattamenti inumani e degradanti ma in persecuzioni di intensità ridotta”.

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