Il Tribunale di Roma ha accolto il ricorso della Clinica e ha riconosciuto lo status di rifugiata a C., giovane donna nigeriana vittima di tratta e di mutilazioni genitali femminili.

Secondo la giudice, infatti:

«[…] alla luce delle informazioni sulla situazione obiettiva del paese di origine (Nigeria, n.d.r), della vicenda personale della ricorrente, in primo luogo, quale vittima di tratta degli esseri umani, alla presenza di indicatori che corrispondono agli indici ufficialmente riconosciuti nel contesto dei flussi migratori misti nella rotta del Mediterraneo (età, stato di provenienza, regione e città di provenienza, etnia, condizione familiare, economica e sociale, percorso migratorio e trascorso personale in Nigeria) […]; in secondo luogo, quale vittima della pratica delle mutilazioni genitali femminili; alla luce, infine, delle conseguenze di un ritorno in Nigeria, quali la percezione sociale negativa da parte della società delle donne vittime di tratta per scopo sessuale e delle donne che si oppongono alle mutilazioni genitali femminili, del rischio di future esperienze di tratta, considerata la sussistenza, nel caso in esame, di tutti gli elementi per il riconoscimento dello status di rifugiato, risulta chiaro che la ricorrente, in quanto percepita come appartenente ad un particolare gruppo sociale, possa subire il rischio diretto e concreto di persecuzioni future in caso di ritorno nel suo paese d’origine. Pertanto, ricorrono i presupposti per attribuire alla ricorrente lo status di rifugiato».

Leggi il testo integrale dell’ordinanza

Il ricorso è stato redatto dalle studentesse e dagli studenti della clinica legale sotto la supervisione degli avvocati, che lo hanno poi depositato e discusso. A tutti loro va il merito del buon esito raggiunto. 

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Guida al riconoscimento dei titoli di studio per cittadini stranieri

Finalmente la nostra Guida al riconoscimento dei titoli di studio per cittadini stranieri è pronta per circolare e diventare uno strumento utile a sportelli legali, associazioni e cittadine e cittadini migranti che vogliano procedere al riconoscimento dei propri titoli di studio e professionali in Italia.

La Guida si propone, infatti, di fornire indicazioni pratiche, in modo chiaro e sintetico, rispetto alle procedure di riconoscimento dei titoli di studio stranieri e delle qualifiche professionali in Italia. 

La Guida è intesa come uno strumentario utile a supportare le persone migranti nell’esercizio del diritto di studio, nell’accesso al lavoro e alle professioni desiderate che costituiscono un momento essenziale dei loro percorsi migratori e di vita. 

La Guida è realizzata da Irene Proietto, Cecilia Ciobanu, Chiara Petruccioli, Silvia Tripiciano e Livia Stamme, sotto la supervisione di Beatrice Tirinelli. L’elaborazione grafica è di Irene Proietto.

La Guida è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Diritti di Frontiera e la Casa delle Donne Lucha y Siesta, con il supporto dalla Fondazione Haiku Lugano.

Per favorire la libera circolazione del sapere è consentita la riproduzione del presente vademecum purché non a scopo commerciale.

 

 

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EBCG SYSTEMIC ACCOUNTABILITY AND THE ROMA TRE LAW CLINIC – International webinar

 

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Aggiornamento sulle attività di tutela dei diritti della Clinica

 

Il Tribunale di Roma dà ragione alla Clinica in tre procedimenti in materia di protezione internazionale.

Nel primo giudizio, il Tribunale accoglie il ricorso avverso il provvedimento di inammissibilità della domanda reiterata e dichiara il diritto del ricorrente, cittadino del Senegal, al rilascio di un permesso di protezione speciale ex artt. 32 del D.lgs. n. 25/2008 e 19 TUI, commi 1 e 1.1, come novellato dal D.L. n.130/2020, convertito in legge n. 173/2020. Le gravi conseguenze sullo stato di salute del ricorrente, a seguito della situazione vissuta nel paese di origine, la necessità di un ciclo specialistico di sedute di psichiatria, che non ha potuto intraprendere a causa della grave situazione lavorativa e sanitaria italiana, nonché le gravi e documentate carenze del sistema sanitario senegalese, fondano una valutazione di inespellibilità del richiedente, che sarebbe esposto a trattamenti inumani e degradanti ove rimpatriato nel paese di origine.

Nel secondo e nel terzo, con motivazioni sostanzialmente analoghe, i giudici riconoscono la protezione sussidiaria, ai sensi degli artt.  5, lettera c) e 14, lett. b), del D.lgs. 2007 n. 251, a due richiedenti colombiani. Per effetto della situazione di insicurezza e violenza che caratterizza i luoghi di provenienza e dell’incapacità dello Stato di offrire una protezione effettiva e duratura  attraverso adeguate misure che possano impedire atti persecutori o danni gravi, a causa della corruzione dilagante in tutto l’apparato statale in generale e, in modo particolare, nei corpi di polizia, sussiste per i ricorrenti un pericolo reale e diffuso di essere sottoposti a trattamenti degradanti qualora facessero rientro in Colombia.

Le studentesse e gli studenti della Clinica hanno partecipato attivamente all’istruzione dei casi e alla redazione degli atti, sotto la supervisione degli avvocati della Clinica. A loro va il merito del buon esito dei ricorsi.

 

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La cittadinanza in Italia: una storia di lotte e riforme incompiute

con Edith Fatoumata Maiga

Italiani Senza Cittadinanza – UMAD (United Mind of the African Diaspora)

Martedì 24 novembre 2020, ore 14.15.

La lezione si svolge nell’ambito del corso di Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza a.a. 2020-2021.

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Aggiornamento sulle attività di tutela dei diritti della Clinica

La Corte di Appello di Roma, giudicando in sede di rinvio dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la precedente sentenza della stessa Corte di Appello, ha riconosciuto la protezione sussidiaria a un assistito della Clinica, cittadino del Mali, riconoscendo la protezione sussidiaria ex art. 2, lett. g) e lett. h), del d.lgs. 19-11-2007 n. 251. 

Leggi la sentenza

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“Legal activism and the struggles for freedom of movement in the central Mediterranean”

As part of the course of the Roma Tre Law Clinic on Migration and Citizenship a.y. 2020/2021, Tuesday 10 november 2020, h. 2.15 p.m, on Teams, a special lecture dedicated to the issue of civil society SAR operations, legal activism and the practices of solidarity with migrants in the central Mediterranean.

Speakers:

LUCIA GENNARI (ASGI – MEDITERRANEA SAVING HUMANS)

MAURICE STIERL (UNIVERSITY OF WARWICK – ALARM PHONE)

To join the Teams Event, send an email to lawclinic@uniroma3.it

 

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“Migranti e diritti nella pandemia”

Martedì 20 ottobre, alle ore 14.15, nel giardino della Casa delle Donne Lucha y Siesta, in via Lucio Sestio 10, 

la Clinica del Diritto dell’Immigrazione e della Cittadinanza e la Casa delle Donne Lucha y Siesta organizzano la lezione inaugurale del corso di Clinica legale (a.a. 2020-2021).

Intervengono:

Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale 

Mariam al Ghewazi, attivista e mediatrice intellettuale

Introduce e modera:

Carlo Caprioglio, Università degli studi Roma Tre

 

 

 

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SONO APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO DI CLINICA DEL DIRITTO DELL’IMMIGRAZIONE E DELLA CITTADINANZA – A.A. 2020-2021

Il corso (I semestre – 7 CFU) propone un inquadramento teorico-critico delle politiche e della normativa, italiana e sovranazionale, che regolano il fenomeno migratorio e un’introduzione ai principali istituti di diritto dell’immigrazione e della protezione internazionale. Il corso si arricchisce inoltre della partecipazione di avvocati, studiosi, giornalisti ed esperti con l’intento di offrire un approccio multidisciplinare, aderente alla realtà concreta dei fenomeni studiati, e un’esperienza didattica dinamica e vivace.

Alle lezioni si affiancano le attività pratiche attraverso uno sportello di orientamento ai diritti aperto al pubblico in cui gli studenti e le studentesse possono conoscere e fare esperienza del diritto attraverso la pratica, lavorando su casi reali e sotto la supervisione di avvocati esperti in diritto dell’immigrazione.

Per l’a.a. 2020-2021, lo Sportello si terrà nel rispetto delle norme di sicurezza a Garbatella, nei locali dell’Agenzia Diritti, in collaborazione con il Municipio VIII. Per garantire agli studenti e alle studentesse di svolgere le attività pratiche nel rispetto delle misure di sicurezza, quest’anno è previsto un numero massimo di iscritti. La selezione avverrà esclusivamente sulla base dell’anno di immatricolazione, dando precedenza a chi è più in là con il percorso di studi (es. 4 e 5 anno).

Maggiori informazioni sono disponibili qui.

Per iscriversi, inviare una mail a: carlo.caprioglio@uniroma3.it

 
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Una buona notizia

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria a un assistito della Clinica di nazionalità maliana. Il ricorso è stato predisposto dagli studenti e dalle studentesse della clinica sotto la supervisione e il coordinamento degli avvocati.

La Commissione territoriale aveva relegato le motivazioni addotte dal richiedente alla sfera privata e familiare, ritenendole quindi estranee alla protezione internazionale. La Commissione aveva inoltre ritenuto il paese di provenienza sicuro in quanto non  interessato da fenomeni di violenza generalizzata.

Il Tribunale ha invece ritenuto meritevole di accoglimento la domanda di riconoscimento della protezione sussidiaria con riferimento all’ipotesi di minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno od internazionale, disciplinata dall’art. 14 d.lgs n. 251 del 2007, stante la particolare gravità della situazione del Paese di origine del ricorrente. Facendo lev sulle più accreditate fonti internazionali, la giudice ha considerato il Mali un contesto caratterizzato da violenza generalizzata, aggravatasi per di più negli ultimi mesi e in continuo peggioramento, che coinvolge in particolare anche la regione in cui si trova il villaggio natale del ricorrente.

Alla luce della particolare vicenda del ricorrente, il Tribunale si sofferma anche sull’eventuale possibilità di fare rientro in un diverso Paese, di origine del padre, valutando tale ipotesi alla luce del percorso di vita e dell’integrazione sociale raggiunta dall’interessato in Italia. La giudice analizza tale ipotesi alla luce secondo i canoni interpretativi offerti dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 4455 del 2018, e in particolare rispetto all’effettivo godimento dei diritti fondamentali che costituiscono presupposto indispensabile di una vita dignitosa, tutelati dall’art. 2 Cost, statuendo che: «anche ove si valutasse la domanda di protezione del sig. con riferimento alla situazione del Paese paterno, andrebbe comunque assicurata l’accoglienza del ricorrente, nel rispetto dei doveri sanciti dall’art. 10 Cost., nella forma della protezione umanitaria, ai sensi dell’art. 5, comma 6, d.lgs. n. 286 del 1998, nel testo vigente anteriormente alle modifiche introdotte dal d.l. 4/10/2018, n. 113, convertito, con modificazioni nella legge n. 132 del 2018, avendo egli proposto domanda di protezione internazionale prima dell’entrata in vigore di tali modifiche (vedi Cass. S.U. n. 29460 del 2019)»

Leggi l’ordinanza

 

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