Massimario in materia di “asilo e genere”

In questa rubrica raccogliamo alcune delle più recenti ordinanze del Tribunale di Roma in materia di “asilo e genere”, emesse in seguito ai ricorsi presentati dalla Clinica Legale, e massimate dalle studentesse e dagli studenti. L’obiettivo è di favorire una fruizione libera e agevole del sapere giuridico e promuovere l’accesso alla giustizia delle donne e degli uomini migranti.

A cura di Ilenia Tassi e Francesca De Rosa.

 

Trib. Roma, sez. civ. XVIII, del 3 maggio 2018, rel. Albano R.G. 69666/2017

Riconoscimento status di rifugiata – credibilità – mutilazioni genitali- mancanza di protezione contro la persecuzione – profilo delle potenziali vittime di tratta – appartenenza ad un determinato gruppo sociale quale può definirsi il genere femminile.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto lo status di rifugiata a una donna proveniente dalla Nigeria, vittima di persecuzione in quanto appartenente ad un determinato gruppo sociale, quale può definirsi il genere femminile, sottoposta alla pratica delle mutilazioni genitali femminili, oltre che al rischio specifico derivante dall’esteso fenomeno della tratta di esseri umani a fini sessuali nell’area di provenienza, diffusamente eseguita nel territorio stante il clima di impunità ivi regnante.

 

Trib. Roma, sez. civ. XVIII, del 30 marzo 2018, rel. De Luca R.G. 1681/2016

Riconoscimento protezione sussidiaria – danno grave – rischio di essere una potenziale vittima di tratta

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria ad una donna proveniente dalla Nigeria, in quanto, in relazione all’esteso fenomeno della tratta di esseri umani a fini sessuali nel paese di origine, è stato concretamente provato il rischio per l’incolumità personale in cui incorrerebbe in ragione dell’appartenenza di genere, della giovane età, dell’assenza di familiari e della scarsa scolarizzazione.

 

Trib. Roma, sez. civ. XVIII, del 7 maggio 2018, rel. Ciavattone R.G. 70788/2017

Riconoscimento protezione sussidiaria – danno grave – rischio di essere una potenziale vittima di tratta.

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria ad una donna proveniente dalla Nigeria, in considerazione del fatto che la sua condizione di fragilità rende più che verosimile il pericolo, in caso di rientro in patria, di cadere vittima di abusi o maltrattamenti, attesa la condizione femminile del paese di provenienza, notoriamente priva della necessaria tutela per le specificità di genere, e dei conseguenti trattamenti degradanti la dignità della persona.

 

Trib. Roma, sez. civ XVIII, del 3 maggio 2018, rel Albano R.G 83140/2017

Riconoscimento status di rifugiata – credibilità – vittima di tratta – appartenenza ad un determinato gruppo sociale quale può definirsi il genere femminile – vittima di violenza domestica – mancanza di protezione contro la persecuzione

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto lo status di rifugiata a una donna proveniente dalla Nigeria, vittima di tratta in quanto appartenente ad un determinato gruppo sociale quale può definirsi il genere femminile, vittima altresì di violenza domestica, in condizioni di elevata vulnerabilità per l’appartenenza ad un gruppo sociale svantaggiato dal livello di istruzione, dall’assenza di un sostegno familiare e dalla giovane età. Elementi, questi, che maggiormente contribuiscono alla tratta di esseri umani a fini sessuali nell’aerea di provenienza, stante l’inidoneità del quadro normativo e istituzionale a prevedere forme di tutela adeguate e a contenere tale fenomeno e i rischi ad esso connessi.

 

Trib. Roma, sez civ XVIII, del 4 maggio 2018, rel Salvio R.G 57662/2017

Riconoscimento protezione sussidiaria – potenziale vittima di tratta – rischio effettivo di subire un danno grave quale tortura o altra forma di trattamento inumano e degradante – assenza di tutele nel paese d’origine per la specificità di genere

 Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria a una giovane donna Nigeriana, vittima di tratta, costretta in stato di assoggettamento, rispetto alla quale sussistono fondati motivi di ritenere che qualora facesse ritorno nel paese di origine correrebbe un rischio effettivo di subire un danno grave, nel caso di specie rappresentato da tortura o altra forma di trattamento inumano o degradante, tenuto conto della condizione femminile nel paese di provenienza, notoriamente priva della necessaria tutela per la specificità di genere e dei conseguenti trattamenti degradanti la dignità della persona.

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Quattro buone notizie!

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto lo status di rifugiata a H. e D., giovani donne nigeriane vittime di tratta.

Leggi i decreti: 12.

Nei confronti di M. e J., altre due giovani donna nigeriane vittima di tratta, lo stesso il Tribunale di Roma ha invece accordato la protezione sussidiaria.

Leggi i decreti: 1 2.

I ricorsi sono stati redatti dagli studenti e dalle studentesse della Clinica, sotto la supervisione dei docenti e degli avvocati.

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Quattro buone notizie

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto lo status di rifugiato a una donna nigeriana, vittima di MGF, assistita dalla Clinica.

Leggi l’ordinanza

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria due assistiti della Clinica di nazionalità pakistana. Si ringrazia l’Avv. Anna Novara per la collaborazione.

Leggi la prima ordinanza e la seconda

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione umanitaria a un assistito di nazionalità nigeriana.

Leggi l’ordinanza

Tutti i ricorsi sono stati redatti dalle studentesse e dagli studenti della Clinica, con la collaborazione degli avvocati e sotto la supervisione dei docenti. A tutti loro va il merito dei risultati ottenuti.

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L’ATTIVITÀ DELLA CLINICA LEGALE E LE NOVITÀ IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE: DAGLI HOTSPOT AL DL MINNITI

Vai alla locandina

Nell’ambito del progetto “The route of solidarity”, la Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza e l’associazione Diritti di Frontiera

presentano

“L’attività della Clinica legale e le novità in materia di immigrazione: dagli hotspot al Dl Minniti”.

Il seminario presenta le attività di orientamento e assistenza legale della Clinica del diritto dell’immigrazione e della cittadinanza e propone un approfondimento delle recenti innovazioni legislative in materia di immigrazione, con particolare attenzione al “sistema hotspot” e al c.d. “Decreto Minniti”. 

Giovedì 25 Gennaio 2017, ore 15.00

Aula 4, Ed. Tommaseo, I Piano

Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi Roma Tre

Via Ostiense 139, Roma

“The route of solidarity: citizens pathways toward an inclusive Europe” è un progetto dell’Associaizone “Unponteper…”, con il sostegno di EACEA. Per informazioni www.unponteper.it/it/projects/the-route-of-solidarity.

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Produrre per non sfruttare. Esperienze di produzioni fuori mercato per combattere lo sfruttamento lavorativo

Martedì 12 dicembre 2017, Aula 2, 0re 14.15

L’Associazione Diritti di Frontiera in collaborazione con la Clinica del Diritto dell’Immigrazione e della Cittadinanza presenta:

“Produrre per non sfruttare. Esperienze di produzioni fuori mercato per combattere lo sfruttamento lavorativo”

Partecipano alla discussione:

Gigi Malabarba, RiMaflow

Suleman Diara, Barikamà

Serena Trangioli, CREA

Marisilina Nanna e Gianni De Giglio, Sfruttazero Bari

Dipartimento di Giurisprudenza Roma Tre (Ed. Tommaseo), via Ostiense 139, Roma

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Aggiornamento

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione umanitaria a un cittadino ivoriano assistito dalla Clinica con il patrocinio dell’Avv. Anna Novara. A lei e agli studenti e borsisti della Clinica che hanno collaborato al ricorso va il merito del buon risultato.

Leggi il testo dell’ordinanza

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La Frontiera Mobile dei Diritti

Martedì 10 Ottobre 2017, ore 13.45

Lezione inaugurale del corso di Clinica del Diritto dell’Immigrazione e della Cittadinanza 2017 – 2018 tenuto dalla Prof.ssa Enrica Rigo.

“La Frontiera Mobile dei Diritti”

Valeria Verdolini, Università degli Studi di Milano

Aula 11, Ed. Tommaseo, II Piano

Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli studi Roma Tre

Via Ostiense 139, Roma

Vai alla Locandina-10-ottobre-17-1

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La Cassazione conferma l’orientamento in materia di traduzione del decreto di espulsione

La Corte di Cassazione, in accoglimento di un ricorso proposto dalla Clinica, ha annullato il decreto di espulsione impugnato, ribadendo il proprio costante orientamento secondo cui la mancata traduzione del decreto di espulsione nella lingua propria del destinatario determina la violazione dell’art. 13, comma 7, del D. Lgs. 286/98, con conseguente nullità non sanabile del provvedimento, anche in presenza dell’attestazione di indisponibilità del traduttore, qualora la stessa sia motivata con l’impossibilità di reperire un interprete di lingua madre; è da ritenersi impossibile la traduzione del decreto espulsivo nella lingua conosciuta dall’espellendo, e consentito l’uso della lingua veicolare, quando l’amministrazione affermi e il giudice ritenga plausibile l’indisponibilità di un testo predisposto nella stessa lingua o l’inidoneità di tale testo alla comunicazione della decisione in concreto assunta e venga quindi attestato che non sia reperibile nell’immediato un traduttore. Quindi la mera attestazione di indisponibilità di traduttore non è sufficiente, ma l’amministrazione deve addurre, e il giudice ritenere verosimili, le ragioni a sostegno dell’indisponibilità di un testo predisposto nella lingua conosciuta (nel caso di specie l’arabo) da sottoporre all’espellendo o dell’inidoneità in concreto di tale testo.

Leggi l’ordinanza della Cassazione

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Cassazione su espulsione e trattenimento del richiedente asilo in pendenza del termine per il ricorso

 

In accoglimento del ricorso proposto dalla Clinica, la Corte di Cassazione ribadisce che nella pendenza del termine per proporre ricorso contro il decreto di rigetto della domanda di protezione internazionale il soggetto conserva la qualità di richiedente asilo in accordo con il disposto di cui alla Direttiva 2013/32/UE e secondo la previsione di cui all’art.2, comma 1, lett. a) del d.lgs. 142/2015, secondo cui richiedente asilo è lo straniero che ha presentato domanda di protezione internazionale su cui non è stata ancora adottata una decisione definitiva ovvero ha manifestato la volontà di chiedere tale protezione.
Ne consegue la competenza esclusiva del Tribunale – e l’incompetenza del giudice di pace – a provvedere sulla richiesta di convalida del trattenimento.
La Corte ribadisce che il richiedente asilo non può essere espulso, e che la qualità di richiedente asilo permane in capo al cittadino straniero fino alla scadenza del termine per proporre ricorso avverso il provvedimento di rigetto della domanda di protezione internazionale.
Ne consegue che è manifestamente illegittimo il decreto di espulsione emesso nei confronti del cittadino straniero durante la pendenza del termine per impugnare il decreto di rigetto della domanda di protezione internazionale.

Leggi l’ordinanza della Cassazione

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Aggiornamenti sull’attività della Clinica

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione sussidiaria a S. O., una donna nigeriana assistita dalla clinica nel ricorso proposto contro il rigetto della domanda di protezione internazionale presentata durante il trattenimento nel CIE.

Leggi l’ordinanza del Tribunale

Il Tribunale, giudicando in sede di rinvio dalla Corte di Cassazione adita con ricorso predisposto dalla Clinica, ha rigettato la richiesta di convalida del trattenimento del richiedente asilo rilevando che il rischio di fuga legittimante la convalida del trattenimento ex art. 6 D.lvo n. 142 del 2015 è legato al fatto che il richiedente abbia fatto ricorso sistematicamente a dichiarazioni false sulle generalità (ipotesi non ricorrente nel caso di specie) e che non risultava allegato alcuna ulteriore ipotesi di cui all’art. 6 citato, tra cui non è contemplata la mancanza di mezzi di sostentamento che era stata posta a base del precedente provvedimento di convalida del tribunale poi impugnato e annullato dalla Corte di Cassazione.

Leggi il decreto di non convalida

Il Tribunale di Roma ha riconosciuto la protezione umanitaria a un richiedente asilo senegalese assistito dalla clinica.

Leggi l’ordinanza del Tribunale

I ricorsi sono stati redatti dagli studenti e dalle studentesse, sotto la supervisione degli avvocati della Clinica Legale.

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